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mercoledì 20 novembre 2013

Quando rotolano i nasi

Non è un area gioco, no. Scusate se vado fuori tema, ma i giochi dell'inverno sono quasi tutti in casa e quindi oh. Che ci volete fare. Anche noi stiamo in casa ogni tanto.

La scorsa settimana è successo che quasi per caso un naso rosso mi è rotolato proprio sulle dispense dove stavo studiando, e allora ciao ciao studio, finito lì. 


venerdì 8 novembre 2013

lunedì 28 ottobre 2013

Al parco giochi con l'ora solare

Ero perfettamente consapevole che ieri avremmo dovuto portare indietro di un'ora l'orologio.

Ero perfettamente consapevole che avremmo dormito un'ora di più. (Solo in teoria, perchè la Pimpere questa cosa non l'ha capita benissimo.)

Ma non avevo focalizzato il fatto che avrebbe fatto buio così presto... E così noi siamo andate all'area gioco come sempre verso le 5,30...

... e pareva già notte fonda!


giovedì 24 ottobre 2013

sabato 12 ottobre 2013

Quando il parcogiochi è bagnato

Capita che piove,specie con la stagione entrante, oibò. 
Ma capita anche che piove con un pizzico di fortuna quando è l'ora del pisolino. E che quando è il momento di andare al dondo, non piove più. 

Ma è tutto bagnato! 

Ma noi andiamo lo stesso. A noi non ci ferma nessuno.

domenica 6 ottobre 2013

Su due ruote

La scorsa settimana sono arrivati i fatidici 2 anni, per la Pimpere. E già il mondo è cambiato, così, da un giorno all'altro. L'asilo, il sonno, l'approccio alle aree gioco. Che da quando è arrivata "bi-ci picci-a", si va all'area gioco con uno spirito un po' diverso. 

Andare in bicicletta. Non posso dire pedalare perchè la sua bici i pedali non li ha. E' una balance bike, di quelle che impari prima l'equilibrio e poi passi alla bici da grandi senza passare per le rotelline. 
Lei ne è pazza. Ancora cammina sulla bici, ma sta iniziando a prendere confidenza, prova piano piano a lasciarsi andare. 



domenica 29 settembre 2013

La fine dell'estate

E' finita l'estate. 

In casa mia è finita quando ieri, pronta a infilare la borsa a tracolla e uscire chiedendo alla Pimpere "cosa vuoi fare oggi pomeriggio?" non mi sono sentita rispondere per l'ennesima volta "dondo!", bensì "casa.", mentre armeggiava con i suoi coniglietti. 

E un pochino ci sono rimasta secca.



Mi sono messa a ripensare a questa folle estate, già con una sorta di nostalgia addosso. 

In giro per la città pedalando; io che mi perdevo continuamente tra le strade cercando una nuova area gioco da provare e lei che continuava a ripetere "Mamma, dondo!". 

Gli scorci sui lungarni, di pezzi di questa mia bellissima Firenze che non avevo mai notato e che solo una bici ti fa apprezzare. 

Canticchiare e chiacchierare sulla sella a pedali, con la Pimpere che indicava e commentava tutto quello che vedeva: autobus, bici, cani, bimbi, auto, cacche di cane.

Scendere, smontare, togliere il casco, e correre urlando "Sci-o-lo!". 

Prepararsi a acchiapparla al volo, alla prima scivolata, che ancora deve aggiustare il tiro a misura dello scivolo. Prepararsi, ma poi spesso rendersi conto che "ops! non l'ho presa" e trovarla affrittellata a faccia in giù per terra.

Fare quelle scalette mille e mille volte, fin quando non ci si rende conto che accanto c'è un gioco più bello da provare. 

L'entusiasmo e la curiosità di provarli tutti i giochi, senza lasciare niente indietro. E poi tornare sempre a fare il primo scivolo incontrato. Il primo amore non si scorda mai.

Fare enormi torte di sassi e metterci pure le candeline.

Raccogliere da terra sassi strani, ghiande, aghi di pino, erba, foglie, cicche di sigarette. No, quelle lasciale lì.

La voglia di interazione con gli altri bambini. Di mettere i sassolini nel loro secchiello, di seguirli e imitarli nei gesti.

Provare a sfidare se stessa, il proprio equilibrio e le proprie forze. Provare a salire, arrampicarsi, scendere. Imparare a farlo nel modo giusto, prendere confidenza e poi provare a farlo nel modo sbagliato. Imparare a dire "no, g-ande", nel rendersi conto che è ancora piccola per affrontare quel gioco.

Le attese alla fila per le altalene. 

E poi urlare, una volta sul seggiolino, "Forteeee" e io a spingere spingere spingere.

Stare fuori fino all'ora di cena,  vivere tutto con calma.

Le lotte per tornare a casa, rincorrerla intorno agli scivoli, convincerla a rimontare in sella. 

Mi chiedo ora che faremo nei nostri pomeriggi, quando sarà già buio al risveglio del pisolino, quando fuori pioverà e pioverà. Proveremo altre aree gioco, ma probabilmente con meno assiduità, con meno spirito d'avventura. 

Ora con un pò di malinconia mi chiedo: come si può vivere il parco giochi d'inverno? 

p.s. intanto voi non preoccupatevi: ho ancora mille mila aree gioco nel cassetto da raccontarvi!


domenica 22 settembre 2013

La dura lotta per tornare a casa

A volte mi viene da sorridere quando verso sera arriva l'ora dei "no!", all'area gioco. 

L'ora in cui inizia la cantilena delle voci di mamme e nonni: "tra cinque minuti andiamo via", "l'ultimo scivolo e andiamo". E mi ci metto anch'io nel coro, come no. 
E dall'altra parte, il contro coro, di bambini che protestano, che fanno finta di non aver sentito, di "no!" sbattuti in faccia. 
Il coro inizia con le buone, ma il controcoro non ne vuole sapere. 

E si arriva ad assistere a scene grottesche, di bambini urlanti portati via di peso, di pianti, piedi sbattuti per terra. Di genitori che corrono come pazzi dietro ai figli, che si divertono pure a giocare a rimpiattino con questi adulti goffi e maldestri. Di genitori che mettono in scena la scenetta dell' "io vado, ciao, ti lascio qui", facendo giusto tre passi in là, ma che tanto i bambini lo sanno benissimo che non li abbandonano mica. 

Anche la Pimpere ha i suoi stratagemmi per rimanere. Al mio "vieni, andiamo a casa", corre ogni volta disperatamente a salire le scale dello scivolo. E quando è scesa, ripetiamo la stessa scenetta. All'infinito eh, alla fine non lo so nemmeno io come riusciamo a tornare a casa tutte le sere. 

E poi a volte capita che tra la scaletta e la discesa dello scivolo abbiano pure installato delle simpatiche seggioline con un tavolino e quindi ecco che invece di scendere si mette lì in cima, a giocare di prendere un thè, a salutare tutti dall'alto. E allora, a meno di non salire io stessa a prenderla, scivolando con lei per portarla via, bisogna aspettare che questo thè l'abbia finito di bere, e che non ci sia più nessuno da salutare.



Santa Pazienza.

Poi dicono che i parchi gioco non piacciono più ai bambini.

sabato 31 agosto 2013

Ma cos'è un'"Area Gioco"?

Spulciando il sito delle aree gioco del Comune di Firenze, dopo un primo momento di esaltazione nel vedere quante ce ne sono, mi sono detta che ci vuole coraggio a chiamare "area gioco" certi posti.

Non ho trovato la definizione esatta di "area gioco", ma credo che potremmo costruirla insieme, sulla base della nostra esperienza di accompagnatori bimbi ai giardinetti.

Innanzitutto un'area gioco deve essere uno spazio recintato, dove i bimbi, per quanto corrano con quelle loro gambette corte, non si possano trovare in mezzo alla strada senza rendersene conto. Detto questo, va bene anche recintare il parco all'interno del quale si trova l'area gioco.

Ci deve essere una pavimentazione drenante ed antitrauma intorno ai giochi. Per far ciò alcune aree gioco ricorrono alla gomma colata, che dà una bella botta di colore, altre optano per la ghiaia, che conferisce un'aspetto un po' più naturale. Senza contare che i sassolini fanno impazzire i bambini e costituiscono alla fine un gioco aggiuntivo.

Il numero e la tipologia dei giochi deve essere adeguata. Non possono assolutamente mancare nella dotazione base: 
  • le altalene con seggiolino 
  • le altalene semplici
  • uno scivolo 
  • una molla. 
Detto ciò, smettiamola di chiamare area gioco n.1 altalena piantata nel mezzo di un prato. O un'altalena e uno scivolo in un'aiuola non recintata.

E voi, conoscete qualche "area giochi" a Firenze che si approfitta del nome senza realmente esserlo?






mercoledì 28 agosto 2013

martedì 20 agosto 2013

Le migliori aree gioco a Firenze secondo i numeri

Che dite, ci cimentiamo in numeri e classifiche per vedere come è messa la situazione delle aree gioco a Firenze?

Proviamoci, dai. I dati sui giochi e sulle aree gioco sono stati scaricati dall'OpenData del Comune di Firenze, quindi sono quelli ufficiali. Non che questo renda i dati esatti, eh, perchè mancano alcune aree gioco anche di rilevanza non indifferente (come l'area di Campo di Marte). Ma questi sono i dati e con questi si ragiona.